mercoledì 12 febbraio 2014
RUGBY TREVISO, ZAIA SI ATTIVERA’, LO FACCIA ANCHE MANILDO. A BENETTON DICO CHE GLI INVESTIMENTI SI FANNO ANCHE SULLA PASSIONE, NON SOLO PER INTERESSE
“Una cosa è certa: Treviso non può perdere il rugby europeo, serve un ripensamento da parte di tutti. Non si può valutare un investimento solo in termini di utili personali, e dall’altra parte bisogna comprendere che la tradizione sportiva non è solo Roma e Milano. Da parte mia, solleciterò il presidente Zaia perché sensibilizzi le parti in causa a valutare la questione con maggiore attenzione; chiedo al sindaco Manildo lo stesso sforzo con il suo Governo, perché faccia comprendere alla FIR che non esistono solo le grandi realtà ma anche storie di successo come quella trevigiana. Questo perché mi sembra di assistere allo stesso scenario già visto per il basket, e non vorrei che ci fossero le stesse conseguenze disastrose”.
Così il capogruppo leghista in Consiglio regionale Federico Caner, intervenendo in merito al potenziale ritiro del Benetton Rugby dalla competizione europea a partire dal prossimo giugno. “Il presidente Zaia interverrà, come fece quattro anni fa quando la Federazione stava scegliendo Roma in luogo di Treviso per disputare la Celtic. Questo perché il rugby a Treviso non è solo uno sport che ha la culla in Veneto, ma anche indotto turistico in una città che dovrebbe puntare alla cultura e agli eventi per promuoversi. Da parte sua, mi aspetto che Manildo si attivi presso il suo Governo nazionale, perché non vinca il solito giochetto romano che vede assegnati alla capitale tutti gli eventi che contano, solo alla luce di un maggior peso politico. Infine, mi aspetto che anche i Benetton, dopo aver abbandonato al loro destino basket e volley, facciano stavolta uno sforzo in più, comprendendo che il loro marchio è legato indissolubilmente alla città di Treviso e non, ad esempio, al brand di Autogrill. Un investimento, io credo, dev’esser fatto puntando sulla passione del territorio in cui si è nati, non solo su valutazioni economiche”.
martedì 11 febbraio 2014
DANNI DA MALTEMPO, RISOLUZIONE DELLA LEGA IN CONSIGLIO REGIONALE: “SUPERAMENTO DEL PATTO, RICORSO AL FONDO EUROPEO, DEFISCALIZZAZIONE DELLE AREE COLPITE PER DUE ANNI”
Far ricorso immediatamente al Fondo di solidarietà europeo, e provvedere alla defiscalizzazione per due anni delle zone colpite dall’alluvione di questi giorni. A correre in appoggio della Giunta regionale è il Gruppo leghista, che ha presentato una risoluzione urgente in Consiglio auspicandone il voto condiviso proprio per rafforzarla anche di fronte al Governo nazionale (SCARICA QUI LA RISOLUZIONE).
Nella risoluzione, inoltre, si chiede la celere approvazione del progetto di legge n. 316, presentato ancora nel novembre 2012 dal leghista Cristiano Corazzari, che prevede l’istituzione di un “Fondo di solidarietà regionale anti rischi” a favore dei cittadini italiani residenti in Veneto da almeno 5 anni e delle attività economiche con occupati iscritti all’INPS. “La Regione – spiega Corazzari – potrà agevolare la stipula di contratti collettivi che permetteranno ai cittadini e agli Enti pubblici di assicurarsi con premi molto agevolati. In tal modo avremo un sicuro abbattimento del costo delle polizze al quale potrà aggiungersi un contributo regionale fino al 40% del costo del premio assicurativo, compatibilmente con le disponibilità del Fondo di solidarietà regionale”.
“Nel documento, che vogliamo sia votato nelle prossima seduta di Consiglio – spiega Federico Caner, capogruppo leghista –, alla luce dello stato di crisi richiesto dal Governatore il 30 gennaio, sollecitiamo il Governo ad adottare lo stato di emergenza, e a sgravare da tasse e contributi per il biennio 2014-2015 le popolazioni colpite dal disastro. Ai Comuni coinvolti, inoltre, dovranno essere sciolti i vincoli del Patto di stabilità, in modo da eseguire le opere più urgenti di manutenzione idraulica sulla rete di fiumi e canali esondati in questi giorni”.
Nella risoluzione, inoltre, si chiede la celere approvazione del progetto di legge n. 316, presentato ancora nel novembre 2012 dal leghista Cristiano Corazzari, che prevede l’istituzione di un “Fondo di solidarietà regionale anti rischi” a favore dei cittadini italiani residenti in Veneto da almeno 5 anni e delle attività economiche con occupati iscritti all’INPS. “La Regione – spiega Corazzari – potrà agevolare la stipula di contratti collettivi che permetteranno ai cittadini e agli Enti pubblici di assicurarsi con premi molto agevolati. In tal modo avremo un sicuro abbattimento del costo delle polizze al quale potrà aggiungersi un contributo regionale fino al 40% del costo del premio assicurativo, compatibilmente con le disponibilità del Fondo di solidarietà regionale”.
“Quanto al Fondo dell’Unione europea – prosegue Caner –, va richiesto entro 10 settimane dagli eventi; pertanto bisogna agire e in fretta, a livello nazionale ma anche tramite i nostri europarlamentari. Crediamo che il Veneto, con un residuo fiscale di 20 miliardi (oltre 4.000 euro a cittadino), possa ora chiedere interventi decisi non solo per il ristoro dei danni, ma anche per dar corso a quel Piano di grandi opere che qui, a differenza di altre zone del Paese, abbiamo stilato e stiamo realizzando”.
“Pensiamo – concludono Caner e Corazzari – che tutti i colleghi consiglieri, alla luce delle drammatiche conseguenze del maltempo sul Veneto, debbano oggi condividere questa istanza, proprio perché non abbia colore politico. E così debbano fare anche i parlamentari veneti, per una volta uniti a tutela del nostro territorio, chiedendo con forza al Governo il superamento del Patto di stabilità, il ricorso al Fondo europeo e la defiscalizzazione per le zone alluvionate”.
mercoledì 29 gennaio 2014
IL CONSIGLIO APPROVA LA MOZIONE PER LA SEPARAZIONE BANCARIA, TUTELIAMO I RISPARMIATORI E LE PMI, NON LE SPECULAZIONI
Tornare alla separazione tra banche commerciali e banche d’affari, lasciando gli speculatori al loro destino e salvaguardando l’economia reale. Questo in sintesi l’impegno chiesto alla Giunta con una mozione presentata dal capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, Federico Caner e approvata con 29 si e due astenuti dal Consiglio regionale. La mozione impegna la Giunta a sollecitare il Governo e membri del Parlamento nazionale ed europeo per ripristinare la Glass-Steagall e valorizzare le banche tradizionali di territorio. Reintrodurre, cioè, la legge Glass-Steagall, voluta da Roosevelt nel 1933, recepita dal Regio Decreto del 1936 e cancellata nel 1993.
“In questo modo – ha precisato l’esponente leghista illustrando il provvedimento – il Fondo di Tutela nazionale verrebbe usato per proteggere le banche che prestano denaro a imprese e famiglie, escludendo quelle che operano nella Finanza speculativa. Per superare la crisi e scongiurare il default – dichiara Caner – la soluzione più ricorrente da parte dei Governi è stata l’utilizzo dei fondi pubblici per il salvataggio delle banche. Peccato che questa crisi trovi la propria radice proprio nelle disfunzioni del sistema bancario, in particolare nel suo contrastato rapporto con l’economia reale. Quindi da una parte abbiamo i piccoli e medi Istituti che raccolgono i risparmi privati e prestano alle imprese di territorio, dall’altra ci sono i Big Player finanziari che abdicano al sostegno all’economia reale per fare speculazione. Pensiamo perciò che non sia giusto ripianare con denaro pubblico le spregiudicate operazioni di finanza privata, destinando invece quei fondi alla tutela delle pmi e dell’occupazione. Il riconoscimento del ruolo delle banche commerciali, separandole da quelle d’affari, sarebbe un vero strumento per la crescita e la ripresa”.
“In questo modo – ha precisato l’esponente leghista illustrando il provvedimento – il Fondo di Tutela nazionale verrebbe usato per proteggere le banche che prestano denaro a imprese e famiglie, escludendo quelle che operano nella Finanza speculativa. Per superare la crisi e scongiurare il default – dichiara Caner – la soluzione più ricorrente da parte dei Governi è stata l’utilizzo dei fondi pubblici per il salvataggio delle banche. Peccato che questa crisi trovi la propria radice proprio nelle disfunzioni del sistema bancario, in particolare nel suo contrastato rapporto con l’economia reale. Quindi da una parte abbiamo i piccoli e medi Istituti che raccolgono i risparmi privati e prestano alle imprese di territorio, dall’altra ci sono i Big Player finanziari che abdicano al sostegno all’economia reale per fare speculazione. Pensiamo perciò che non sia giusto ripianare con denaro pubblico le spregiudicate operazioni di finanza privata, destinando invece quei fondi alla tutela delle pmi e dell’occupazione. Il riconoscimento del ruolo delle banche commerciali, separandole da quelle d’affari, sarebbe un vero strumento per la crescita e la ripresa”.
La nota riporta alcuni dati riferiti al sistema creditizio veneto, formato da 53 banche per un totale di 3.575 sportelli (il 20,7% del totale italiano), è fortemente in crisi. Le banche cooperative detengono il 43,8% degli sportelli. Il valore complessivo dei prestiti al 30 giugno scorso è di poco superiore ai 100 miliardi di euro (-3,4% dal 2012, media nazionale -4,7%); le imprese venete risultano meno indebitate (232.951 euro l’ammontare medio), e quindi esisterebbe lo spazio per maggiori concessioni di credito da parte delle banche. Strangolate dal ritardo nei pagamenti e dalla richiesta delle banche di rientro dei fidi (o dalla negazione dei prestiti), le aziende venete hanno perso da giugno 2012 a metà 2013 ben 8.630 unità (da 453.800 a 445.170, -1,9% su media nazionale del -1%). Delle oltre 445mila imprese attive, più di 418.000 hanno meno di 10 addetti (94%), mentre è ancora esigua l’imprenditoria giovanile (4%). Tra il 2005 e il 2012, il Veneto è arretrato di 0,4 punti l’anno: la crisi del 2008 ha portato indietro la nostra regione di almeno 7 anni. Tant’è che oggi i disoccupati ammontano a 169.266 unità (7,5%, +0,6% rispetto al 2012).
mercoledì 8 gennaio 2014
CONSUMO DI SUOLO, IN ARRIVO LA LEGGE VENETA. CANER: “CHIUSO IL PERCORSO INIZIATO COL PIANO CASA”
“Con la legge sul consumo del territorio la Regione chiude il cerchio aperto col Piano casa, da un lato dando una risposta alle famiglie che desiderano ristrutturare il proprio immobile, dall’altro limitando decisamente le nuove lottizzazioni in terreno agricolo. La scorsa estate il governatore Zaia l’aveva ribadito in modo forte: il Veneto ha già dato, il nostro territorio non può più tollerare ulteriore cemento. Ed ecco i fatti”. Il capogruppo leghista Federico Caner commenta così la prosecuzione a spron battuto in Commissione Urbanistica del percorso di legge sul consumo di suolo, che scaturirà da un disegno già approvato in Giunta regionale.
“Già col Piano Casa, di cui a novembre abbiamo approvato la terza proroga, avevamo dato la possibilità alle famiglie di riqualificare il patrimonio esistente, con possibilità di alcuni ampliamenti non impattanti rispetto alle norme urbanistiche vigenti. In questo modo si è voluto dare valore a immobili vetusti, senza consumare ulteriore terreno per edificarne di nuovi. Oggi completiamo il ciclo limitando fortemente il consumo di suolo agricolo, che non va cementificato né sfruttato per scopi diversi da quello d’origine. Riteniamo in questo modo di garantire ai veneti sia il rispetto delle istanze delle famiglie, sia un territorio rispettoso e vivibile. L’auspicio del presidente Zaia diventa realtà, una promessa mantenuta”.
“Già col Piano Casa, di cui a novembre abbiamo approvato la terza proroga, avevamo dato la possibilità alle famiglie di riqualificare il patrimonio esistente, con possibilità di alcuni ampliamenti non impattanti rispetto alle norme urbanistiche vigenti. In questo modo si è voluto dare valore a immobili vetusti, senza consumare ulteriore terreno per edificarne di nuovi. Oggi completiamo il ciclo limitando fortemente il consumo di suolo agricolo, che non va cementificato né sfruttato per scopi diversi da quello d’origine. Riteniamo in questo modo di garantire ai veneti sia il rispetto delle istanze delle famiglie, sia un territorio rispettoso e vivibile. L’auspicio del presidente Zaia diventa realtà, una promessa mantenuta”.RINCARI AUTOSTRADALI, CANER: “VIGNETTE A TELEPASS SE MINISTERO SOSTERRA’ PARTE DEL COSTO DEL PASSANTE”
“L’unico problema qui è che mentre al Nord paghiamo per usare le strade che abbiamo costruito a servizio dei nostri cittadini, al Sud è tutto gratis. Non serve nemmeno un grande sforzo da parte del ministro Lupi: basterebbe che lo Stato decidesse di applicare al Nord sconti simili a quelli già in vigore lungo le tratte gratuite sul GRA di Roma, sulla Palermo-Mazara e sulla Palermo-Catania, giusto per citare qualche esempio… In fondo con quel che paga il Veneto al Paese, Roma potrebbe pure decidere di saldare una parte del costo del Passante, rendendo così possibile un sistema di sconti mirati ai residenti”.
Il capogruppo leghista Federico Caner lancia una proposta per superare l’attuale rincaro dei pedaggi lungo le tratte autostradali venete: “Se Roma si assumesse la responsabilità di parte dei costi del Passante, potremmo adottare una vignetta su modello austriaco, non con adesivo, bensì con dispositivo elettronico che i caselli automatici riconoscerebbero. Così non ci sarebbe bisogno di controlli e di code, e si potrebbe acquistare una sorta di abbonamento per il transito giornaliero, settimanale, mensile, annuale. La palla ora passa al ministro Lupi, che ha il compito di pareggiare le attuali disparità tra la gestione oculata e virtuosa delle autostrade del Nord e quella ‘allegra’ del meridione, dove non si paga ed anzi è lo Stato a ripianare i buchi delle società di gestione”.
Il capogruppo leghista Federico Caner lancia una proposta per superare l’attuale rincaro dei pedaggi lungo le tratte autostradali venete: “Se Roma si assumesse la responsabilità di parte dei costi del Passante, potremmo adottare una vignetta su modello austriaco, non con adesivo, bensì con dispositivo elettronico che i caselli automatici riconoscerebbero. Così non ci sarebbe bisogno di controlli e di code, e si potrebbe acquistare una sorta di abbonamento per il transito giornaliero, settimanale, mensile, annuale. La palla ora passa al ministro Lupi, che ha il compito di pareggiare le attuali disparità tra la gestione oculata e virtuosa delle autostrade del Nord e quella ‘allegra’ del meridione, dove non si paga ed anzi è lo Stato a ripianare i buchi delle società di gestione”.
“L’assurdo di una situazione come quella italiana – conclude Caner – è a tutti evidente: in Veneto dobbiamo pagarci il Passante, opera utile a tutto il corridoio europeo, con fondi nostri, pur lasciando a Roma 21 miliardi l’anno. Il ministro Lupi quindi deve tener conto della diversa situazione del Nord, che non può essere sempre penalizzato solo perché produce, rendendo possibile l’applicazione di sconti in primis lungo le nostre tratte”.
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